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Scrittura Mutante

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 Scrivere nell’era digitale, dagli SMS ai software di scrittura “generativa”
Autore: carlo 
Data:   19-03-02 11:33

Sono in molti a pensare che l’uso degli SMS vada ad impoverire la proprietà del linguaggio.
Certo, quei piccoli messaggi sul cellulare sintetizzano all’estremo la scrittura.
Ma perché non vedere la questione da un altro punto di vista?
Ovvero da quell’oralità che inizia a tradursi in scrittura attraverso una tecnologia, una volta tanto, versatile, facile e portatile.
Questo è un aspetto che trova molto sviluppo nelle chat dove, oltre al semplice chiacchiericcio telematico, si attiva una comunicazione sincronica: quella che avviene nel tempo reale e condiviso con l’interlocutore. Come al telefono, con in più le parole scritte.
Quindi, se da una parte la scrittura perde struttura formale dall’altra acquista in spontaneità, immediatezza, insomma in comunicazione, accogliendo il flusso vitale dell’oralità.
Ma non è solo questione di vitalità comunicativa, visto che un concorso promosso dal quotidiano inglese The Guardian, all’interno del suo sito (www.guardian.co.uk), ha posto l’attenzione sul fenomeno dell’”SMS Poetry” (interrogate il motore di ricerca interno ) con la partecipazione di circa 7.500 componimenti, da cui sono stati selezionati un centinaio di sonetti veri e propri. E non si tratta sol di tradurre la poesia in un nuovo contenitore, ma di una mutazione del concetto stesso di scrittura poetica: scritta per condensazioni di parole da far rientrare nei 160 caratteri a disposizione per l’SMS. Dove i cinque caratteri di un “ci sei” si risolvono nei due di C6. Sintesi estreme, e per alcuni versi banali, che fanno però emergere un particolare uso della lingua di cui non si esclude un’evoluzione formalizzata.
Il punto non è quindi solo nelle applicazioni avanzate degli SMS ma nelle trasformazioni psicologiche che l’uso di questi strumenti comporta.
Si è disposti, in tal senso, a non associare l’idea di tecnologia solo alle macchine ma a pensarla come un’estensione del corpo e della mente?
La scrittura porta fuori di noi il pensiero, gli dà forma e lo deposita da qualche parte: un foglio, una lavagna, una pietra, uno schermo, anche quello piccolo di un cellulare. Le penne, i gessi, gli scalpelli, le tastiere che utilizziamo sono solo delle protesi; la tecnologia di riferimento è quindi nel software, ovvero l’alfabeto, sul quale basiamo l’articolazione della lingua.
Proviamo quindi a partire dal fatto che la scrittura è una tecnologia in quanto “software” della mente.
In passato scrivere significava fondamentalmente fissare nella memoria collettiva ciò che riguardava le più importanti codificazioni (le proprietà, i conti, le leggi, le parabole religiose), con i secoli si è poi elaborato il desiderio espressivo per dare sempre più forma alla lingua. Dall’avvento della stampa a caratteri mobili al web, assistiamo ad un’evoluzione che ci consegna espressioni come letteratura o giornalismo.
Oggi si rileva un’accelerazione, le tecnologie digitali iniziano a far accadere qualcosa di non prevedibile: sono gli stessi computer, le macchine, che arrivano a generare scrittura, intrecci e narrazioni.
Intorno a questi fenomeni definiti “scrittura generativa”, Jean Pierre Balpe, direttore del dipartimento di Hypermédia all’Universita di Parigi 8, http://www.labart.univ-paris8.fr , ha da qualche anno sviluppato non solo studi ma sperimentazioni che si traducono in performance poetiche dal vivo con live electronic musicali.
Ci sono anche software per la realizzazione di sceneggiature cinematografiche e televisive, come ReelPeople, Dada, Eliza o Dramatica ( www.screenplay.com ). E’ proprio con l’utilizzo di alcuni di questi strumenti che Angelo “Motor” Comino ha scritto “Il sogno di eliza” (Addiction), un romanzo noir, www.ilsognodieliza.com , di cui si è parlato non poco nella scorsa Fiera del Libro di Torino per l’originalità, se non per il paradosso, dell’operazione.
La scrittura narrativa si mixa così con l’intelligenza artificiale in una composizione in cui alcuni personaggi vengono generati autonomamente dal software, in un gioco ricombinatorio a “quattro mani”, tra uomo e macchina.
Lo stesso scrittore sta conducendo ora un workshop da cui scaturirà “Il sogno di eliza 2.0” ,un libro e cd-rom (e ovviamente web), che di fatto è frutto di un esperimento di scrittura collaborativa (composta su più piani d’azione: la mailing list, il forum e l’uso collettivo di software ipermediali) promosso su www.trovarsinrete.org dalla Biblioteca Multimediale di Settimo Torinese.
Un progetto, quest’ultimo, molto articolato, in cui si è attivato anche un Osservatorio sulla Scrittura Mutante che nell’arco di tre anni svilupperà una ricognizione sulle diverse forme di scrittura in ambiente digitale, dai primi esperimenti ipertestuali alle animazioni in Flash di poesia visiva.

Carlo Infante

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 Re: Scrivere nell’era digitale, dagli SMS ai software di scrittura “generativa”
Autore: Tiziana 
Data:   21-03-02 18:53

Due paroline sulle tue affermazioni iniziali.
Ho qualche dubbio sul fatto che gli SMS siano oralita' che diventa scrittura. Non mi pare che la sintesi estrema di vocaboli e strutture grammaticali attuata degli SMS abbia a che fare con la spontaneita' orale. Piuttosto con quel tipo di creativita' che produce i gerghi giovanili (continuamente reinventati di generazione in generazione, di mese in mese), e che, secondo me, sono in realta' il frutto di una notevole elaborazione, anche se poi sembrano "spontaneamente" usciti dal nulla solo perche' non se ne conosce l'autore.
Un'altra cosa che mi viene in mente e' che l'uso degli SMS e' abbondantemente mescolato con quello di immagini e suoni. Conosciamo la grammatica degli emoticons, ma ci sono molti altri simboli in continua formazione che gia' posseggono un significato ancora piu' chiaro, se possibile, di qualsiasi vocabolo o verbo e che vengono usati "al posto delle" o "insieme" alle parole. I suoni vengono usati gia' da molto tempo in maniera "iconica", cioe' per indicare determinati significati molto precisi al posto delle parole.
Ovviamente tutto questo non viene dal nulla. Da piu' di 100 anni consumiamo fumetti, e andando piu' indietro nel tempo, arriviamo alle raffigurazioni medievali concepite per mandare messaggi agli analfabeti del volgo, messaggi che venivano ben interpretati e capiti.
Per finirla, io non so se andiamo verso la scrittura "orale", ma sicuramente verso la scrittura "figurata".
D'altronde, l'altra sera all'incontro dedicato a "New media Poetry", non abbiamo "letto" poesie che non potevano esistere senza la dimensione visuale? Ma questo e' un'altro discorso. O no?

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 Re: Scrivere nell’era digitale, dagli SMS ai software di scrittura “generativa”
Autore: carlo 
Data:   21-03-02 21:50

tiziana
è verissimo
l'aspetto iconico è determinante
leggiamo le immagini, vediamo le parole

quello che evidenziavo però nel mio intervento
riguardava il principio attivo che sottende l'oralità
ovvero il rapporto più serrato tra pensiero9 e azione di linguaggio

su questo ci sarà molto da discutere

vediamo come si sviluppa questo nodo del linguaggio incalzato dagli automatismi del digitale

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 Re: Scrivere nell’era digitale, dagli SMS ai software di scrittura “generativa”
Autore: Guido 
Data:   22-03-02 15:08

Caro Carlo, per la prima volta entro anch'io in questo forum.

Come sai sono anni che, pur non essendo uno specialista di psicologia o di linguistica, ho notato e fatto notare l'evoluzione nel linguaggio provocata dal medium utilizzato. Dalla tradizione orale al libro, al giornale, alla rivista per arrivare alla rete, abbiamo davanti una enorme e chiara casistica che testimonia dei cambiamenti indotti da ciascun mezzo anche sulla forma utilizzata negli altri mezzi, senza peraltro cancellare la specificità di ciascun mezzo.

Sono dell'opinione che gli SMS indubbiamente avranno degli effetti sulla lignua utilizzata negli altri mezzi se non altro per la diffusione capillare del cellulare fra i giovani, primi responsabili dell'evoluzione del linguaggio nel tempo.
Come sai, ho il pallino di analizzare, da dilettante del settore, le modifiche che i nuovi media portano ai comportamenti. Il linguaggio è uno di questi, e forse il più evidente.

Per ora mi fermo qui, ma come sai la mia logorrea prima o poi mi porterà a ingolfare il forum! Meno male che in rete mi limito più che in voce!

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 Chiamata alle arti
Autore: carlo 
Data:   26-03-02 17:48

guido è importante che un esperto, nonchè protagonista, del mondo editoriale,
come te,
intervenga in questo forum.
Ti rispondo solo ora perchè il software ha fatto le bizze... e si sono persi anche degli interventi, peccato.
Non vi è mai successo di versare del vino ( o dell'acqua, o del caffè) sul foglio che avevate appena finito di vergare con la vostra stilografica?
a me, si.Perso tutto.
Per non parlare poi delle tante cose scritte e perse nei cassetti.
Dico questo perchè, al di là del piccolo buco nero creatosi occasionalmente nel forum, il rapporto che si crea tra tecnologie e scrittura, o ancora meglio (anche se + generico) cominicazione, comporta complessità, incognite, nuove domande da porsi.
In questo senso il progetto, ora che si è conclusa questa prima fase d'incontri, intende procedere in questo modo, sia per capitalizzare l'esperienza fatta fino ad adesso che per rilanciare la strategia culturale:
> organizzare l'Osservatorio Scrittura Mutante che ha appena ottenuto un sostegno dalla Regione Piemonte
> promuovere con la Fiera del Libro di Torino il 17 maggio 2002 un convegno internazionale con Balpe, Murray, Longo e Antinucci.
E' un progetto che ha bisogno di sostegno, in vista della Fiera del Libro contiamo di lanciare una "chiamata alle arti", promuovendo anche incontri presso il nostro web-set...

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 Re: Chiamata alle arti
Autore: Elsa 
Data:   02-04-02 18:04

Io, restia quanti altri mai a telefonini e mezzi tecnologici in genere, io che vado in cerca di odori di terra e di mare e nella città grnde e assente fatta di brutti palazzi quasi impazzisco...ho dovuto imparare dalla nuova tecnologia.
SE non fosse stato per i telefonini delle amicizie non sarebbero nate e altre non sarebbero sopravvissute.
Sul telefonino e su internet c'è qualcosa di nuovo che si inventa che non è oralità fatta scrittura che non è icona più parole ma è tutto questo più qualche altra cosa ancora. Ci si adatta e poi si scopre che dall'adattarsi esce fuori un linguaggio nuovo, diverso per ogni persona con la quale ci si scambia SMS. Ognuno ha il suo codice, diventa qualcosa di strettamente personale nel cui ambito ci si comprende solo in due. Si scrivono poesie (o almeno io, come tanti altri, tento di scriverle), pensieri di un attimo che altrimenti sfuggirebbero e non sarebbero più nostri come di nessun altro.
In un certo modo è l'esasperazione della fugacità ma, anche, il bisogno di essere sempre presenti (o mai soli) anche se non fisicamente. Come in tutti i campi del comunicare l'SMS coinvolge gli affetti, diventa testimonianza di un pensiero, di un attimo di dedizione.
L' SMS, un pò come i primi momenti delle E-mail, sono un punto di volta per il linguaggio e per la lingua ma, di conseguenza, anche un momento di ridiscussione dei rapporti umani.
Ciao, &lsa

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 Re: Chiamata alle arti
Autore: carlo 
Data:   02-04-02 18:20

grazie elsa dell'attenzione alla nostra conversazione in forum
in fondo in fondo sono con te
non esalto certo l'automatismo del SMS
ma il fatto che in quel dispositivo di comunicazione si possa produrre linguaggio
e magari anche discorso
m'affascina
è un modo per non lasciarli lì come meri automatismi
che rischiano di automatizzare la psiche dei + giovani

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