Autore: carlo
Data: 10-12-01 12:56
Un piccolo contributo che ho ripescato dal mio hard-disk (il file era ancora in formato MacIntosh!) e che scrissi nel 1998 per un convegno a Mediartech a Firenze su questi stessi temi, quelli di un giornalismo che cambia pelle proprio in quanto "scrittura mutante".
Rileggendolo l'ho trovato ancora attuale.
Anzi per alcuni versi si è tornati indietro rispetto agli scenari ottimistici di allora.
Allora si era agli albori di Kataweb (che non fu neanche pronunciato, quasi fosse un segreto industriale...).
Oggi dopo il grande lancio e dopo la deflagrazione della "bolla" della New Economy le cose si stanno riassestando.
E si parte da più in basso.
Più si va avanti e più si perde tensione innovativa. Un bel paradosso.
Io ho un'idea... su questo andazzo.
ma ne parlerò nell'incontro in Biblioteca Multimediale.
Ti aspetto.
nel frattempo leggiti questa "intro".
Nella società che si sta annunciando le tecnologie di comunicazione
digitale offriranno soluzioni per un mondo complesso, saturo di immagini
e informazioni da selezionare.
Il problema , al contrario di ciò che pensano gli angosciati dal rumore
informativo, non è però quello di incamerare sempre più input , secondo
quell'acquiescenza a cui i mass-media ci hanno abituati , ma ricondurre
le informazioni ai valori d'uso. Estrarre insomma i dati che ci riguardano,
orientandoli verso la domanda consapevole di conoscenza.
E' da qui che si può sviluppare, proprio in ambito educativo, una qualità nuova dell'approccio, basata sul gioco consapevole con le informazioni,
ricombinate sulla base delle proprie attenzioni.
I nuovi media, attraverso l'interattività, permettono infatti la selezione
personalizzata, in senso biunivoco, offrendo la possibilità di fare
percorsi informativi a misura del target . E' in questo senso che termini
come personal-media ( o ancora meglio "my-media") acquistano un valore
dirompente rispetto al concetto abituale di informazione.
Ed è proprio qui che si registrerà una particolare metamorfosi del
giornalismo e delle politiche editoriali.
Se i mass-media ci hanno fatto diventare consumisti, i personal-media (o my-media) ci solleciteranno a diventare così prosumer : produttori e non
più solo consumatori di informazioni. Eppure i processi non sono così
lineari, la push technology permette oggi di "spingere" le notizie nelle
reti, sin dentro il computer, con una procedura paragonabile a quella
del broadcasting radiotelevisivo.
Si delinea così uno scenario complesso che trova una sua definizione
nella convergenza dei media. Un processo di serrata interazione tecnologica ed
editoriale tra i diversi mezzi di comunicazione che attraverso il
"bouquet" digitale delle trasmissioni satellitari e delle reti telematiche vedrà i
centri di elaborazione delle informazioni acquistare sempre più la
connotazione di content provider, i "fornitori di contenuti".
Il mestiere del giornalista si trasformerà e i sistemi industriali della
comunicazione e dell'editoria si ibrideranno in forme che solo in parte
oggi è possibile presagire.
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