Autore: Cesare Cesarini
Data: 23-05-03 22:54
Per quelli come me, eroi nell'affrontare ciò che viene con
un'incoscienza pari soltanto all'impegno, arrivano due o tre volte
all'anno periodi in cui è obbligatorio stare dentro gli spazi che si
sono creati. Purtroppo la rarità di questi eventi fa in modo che essi
siano concentrati, così gli spazi si sovrappongono negli stessi
momenti e l'ubiquità ancora non ci soccorre. Domani tenterò di essere
ubiquo e voglio assolutamente riuscirci, per non dovere ancora una
volta scegliere. Non voglio scegliere, voglio stare in tutti gli
spazi che il mio movimento (anche d'animo, che è già materiale) ha
creato, perchè troppo spesso sono costretto a stare in spazi-
pattumiera, gettato lì da eventi che non ho ancora capito come
controllare. Che voglia di urlare... e se la mia voce potesse scavare
nell'aria una grotta dove nascondere il bene che mi/vi voglio,
urlerei sgangheratamente fino all'ultimo fiato.
|
|