Autore: carlo
Data: 19-03-02 10:40
Il Ted, il salone delle nuove tecnologie didattiche
(www.ted-online.it ) appena concluso a Genova, si è
rivelato come una buona occasione per capire qualcosa di
quello che sta accadendo nel mondo della scuola sulla spinta
dell'innovazione tecnologica.
Tra le tante informazioni di carattere tecnologico offerte
da alcune delle maggiori imprese del settore digitale, ce
n'è però almeno una di carattere psicologico da
evidenziare.
Se è vero che i nodi stanno arrivando al pettine,
Ministero, istituti, imprese ed osservatori sullo sviluppo
tecnologico della didattica, sembrano piu' concentrati sul
pettine piuttosto che sui nodi: ci si concentra sulle
tecnologie piuttosto che sulle domande di nuova
interrelazione pedagogica che queste comportano.
Non è, infatti, solo un problema di competenza
scientifico-tecnologica ma un nodo di comunicazione quello
che va sciolto: una comunicazione non solo rivolta verso
l¹esterno ma verso l' interno della stessa scuola attraverso
forme evolute di cooperazione educativa.
Alcuni dati diffusi dal TED confermano questo andamento:
almeno l' 84% delle scuole italiane ha un collegamento a
Internet anche che se solo il 3% degli insegnanti naviga
in Rete e non usa ne' forum ne' mailing list. E poi ci si
stupisce se l'Italia, Paese del G8, risulta venticinquesimo
nella classifica dei più digitalizzati.
Qual'è la soluzione che viene intravista dai cosiddetti
operatori del mercato tecnologico? Attendere il progressivo
aumento dell’utilizzo di tecnologia wireless. Come se fosse
un problema di hardware più leggero e senza cavi.
Gli operatori scolastici, d'altronde, sembrano privilegiare
solo alcuni aspetti tra quelli indotti dal Programma di
Sviluppo delle Tecnologie Didattiche lanciato dal Ministero
già nel 1997. Quelli che riguardano i nuovi strumenti per
l'educazione scientifica e tecnologica, che trova una scelta
strategica nel Progetto SeT; come se il futuro digitale in
cui vivranno e lavoreranno i ragazzi, cittadini futuri,
fosse solo un problema di carattere scientifico.
Al di là di queste considerazioni va riconosciuto che l'
Osservatorio Tecnologico, promosso dal Ministero
dell'Istruzione Università e Ricerca
(www.osservatoriotecnologico.net ), concepito come servizio
nazionale sperimentale di tipo telematico per le scuole di
ogni ordine e grado, sta cercando di realizzare un
collegamento stabile fra mondo accademico, ricerca, imprese
della net-economy e scuola.
Il punto di partenza del loro ragionamento è che
l’evoluzione delle tecnologie della comunicazione rischia di
non essere sostenibile dalla scuola e per questo prova a
"tradurre in pratica" le tendenze in modo di rivolgerle
alle scuole attraverso l'informazione di esperienze
esemplari.
Utenti del servizio sono i docenti che si occupano della
gestione delle tecnologie informatiche , della comunicazione
verso l'esterno (sito Internet della scuola) e verso
l'interno (Intranet d'istituto) e dello sviluppo dei servizi
(didattici, amministrativi, burocratici, ecc.).
Tra le buone proposte dell’Osservatorio c¹e¹ quella che
concerne la sperimentazione di software open source come
”EDULINUX 0.9”, una personalizzazione orientata al mondo
della scuola del noto sistema operativo Linux versione 5.2
”Red Hat”. Un segnale interessante che potrebbe vedere in
futuro la scuola come il principale spazio pubblico dove
sperimentare sistemi operativi liberi dal monopolio
Microsoft. Un buon intento per rendere evidente il fatto che
una piattaforma non basata su un software esclusivo potrà
essere un buon spunto di riflessione sull’educazione per la
cittadinanza futura.
Carlo Infante
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