Autore: mirko
Data: 21-03-02 21:20
perfettamente d'accordo con carlo quando dice che l'attenzione e' sul pettine e non sui nodi.
personalmente vivo una realta' universitaria (ormai agli sgoccioli) e quindi riconosco di essere in un mondo comunque diverso da quello della scuola inferiore e superiore. non e' pero' cosi' lontano il periodo in cui l'ho frequentata, anche se e' giusto osservare che 5/6 anni fa la Rete era qui da noi ancora agli inizi, e quindi oggi sembra di parlare di un mondo completamente astruso e lontanissimo nel tempo, quasi preistorico.
anche nel mondo dell'universita' tuttavia si respira quest'aria di scarsa compresione delle potenzialita' che la rete e i suoi protocolli offrono alla didattica.
per conto mio molto dipende certo dalla scarsa alfabetizzazione informatica dilagante, ma anche dalla mancanza di uno "sguardo d'insieme". la tecnologia e' vista come un fine e non come un mezzo, come qualcosa di cui impossessarsi e non come qualcosa che serve per qualcos'altro.
con questo tipo di visione lo sforzo per impadronirsi della filosofia della macchina e' tale che manca poi la forza necessaria ad utilizzare la macchina per imparare, che so, a scrivere una relazione ben fatta su un argomento.
in un libro a cura del pedagogo Umberto Margiotta, di cui nn ricordo ora titolo e autore, li postero' se interessano a qualcuno, si da' una definizione di informatica come scienza della descrizione dei problemi, per arrivare a una soluzione.
ecco, mi sembra che molto spesso si perda di vista questa potenzialita' che l'informatica ci offre, quella di mettere in contatto menti diverse che possono discutere e sollevare e risolvere problemi.
carlo accennava al fatto che gli insegnanti italiani utilizzano poco mailing list e forum di discussione: e' avvilente. con il solo uso della mail, senza frequentare forum o comunita' virtuali, e' possibile entrare in contatto con discussioni e menti che sono un autentico "percorso di formazione permanente", del tutto gratuito.
e non sara' certo con un accesso wireless alla rete che si diffondera' maggiormente questa pratica. siamo troppo legati alle tradizionali fonti di cultura, il libro, la scrittura su carta, la lettura silenziosa, per renderci conto che le nuove tecnologie ci offrono la possibilita' di entrare in uno spazio sociale della conoscenza che e' stimolante all'inverosimile.
Mirko Corli
|
|